La Storia ed i Monumenti
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DUOMO (SANTI PIETRO E PAOLO) Sorge in posizione solitaria, alla fine dell’abitato, la sua ricostruzione dalle basi di un edificio preesistente cominciò alla fine del XI secolo al tempo di Papa Gregorio VII; oggi è l’edificio artisticamente più rilevante di tutto il territorio dove spiccano la cupola ottagonale del X secolo e le decorazioni del ricco portale , realizzate con i frammenti della facciata della chiesa primitiva. Sotto l’Abside si apre la cripta del VII secolo, dove al suo interno si trovano: La tomba di San Mamiliano a forma di urna – la fonte Battesimale del 1434, costruita in travertino e decorata con simboli sacri e le preziose figurazioni dei capitelli di aspra e singolare bellezza. Di particolare importanza sono i rilievi figurati e le decorazioni del capitello del secondo pilastro a sinistra, nella varietà iconografica confluiscono i migliori caratteri delle due componenti stilistiche, benedettina e lombardo-laziale, compresenti nell’edificio. . LA ROCCA ALDOBRANDESCA Costruita intorno all’anno Mille con l’affermarsi della potenza Albobrandesca, la Rocca si erge su un pianoro tufaceo, sulla strozzatura formata dalle gole dei torrenti Calesina e Folonia. Era l’elemento-cardine nel sistema difensivo delle mura della città ed era posizionata come a serrare l’accesso al borgo. La massa rossiccia della fortificazione che vediamo oggi ha l’aspetto che le fu dato dopo il restauro del 1572, quando fu aggiunta la bastionatura. A causa degli eventi storici che vedevano Sovana sempre più al margine dello sviluppo economico e sociale della zona, col declino degli Orsini e l’annessione di tutti i castelli della Contea al Granducato di Toscana, la Rocca, perduta ogni importanza militare, fu smantellata nel XVII secolo, e seguì il lento declino di Sovana, fino a ridursi, dopo ulteriori distruzioni, a grandioso rudere. Oggi oltre alla porta d’acesso restano in piedi una torre e un tratto di mura, in parte ancora dotate di apparato a sporgere con beccatelli e archetti in pietra di ottima fattura. . PALAZZO COMUNALE O PALAZZETTO DELL’ARCHIVIO Sul prospetto frontale della piazza, tra la Via del Duomo e la Via di Sotto, si erge il Palazzo dell’Archivio, interamente costruito in materiale tufaceo è risalente al XIII° secolo, è caratterizzato con un elegante campaniletto a vela ed da un orologio. . CHIESA DI SANTA MARIA La Chiesa di Santa Maria è una costruzione trecentesca la cui facciata esterna è caratterizzata da una architettura semplicissima; all’interno si presenta divisa in tre navate valorizzate da un pregevole ciborio, ovvero un tabernacolo a forma di tempietto, databile ai sec. VIII-IX costituito da quattro colonne che sorreggono un baldacchino terminante con un elemento conico, presenta una raffinata decorazione con motivi ornamentali protoromanici. Il ciborio della chiesa di S.Maria rappresenta l’unico esemplare del genere in Toscana riferibile all’età pre romanica. . PALAZZO BOURBON DEL MONTE Appartenuto agli omonimi marchesi fu costruito in epoca rinascimentale, il fabbricato è caratterizzato da una facciata rustica ed un ampio loggiato al pian terreno. Durante gli ultimi anni di autonomia di Sovana l’edificio era la sede degli uffici pubblici. . LOGGIA DEL CAPITANO Collocata affianco al palazzo del pretorio, è una struttura a portico composta da due archi poggiati su di un unico pilastro è adorata dallo stemma di Niccolo I° che vi fu posizionato intorno all’anno 1570. . PALAZZO PRETORIO Costruito nel Duecento e più volte ristrutturato in epoche successive, il suo aspetto attuale è dovuto ad un intervento di restauro effettuato in epoca rinascimentale. Sulla facciata sono collocati gli stemmi riferibili a commissari che tennero il governo di Sovana tra il 1484 ed il 1686. La colonna inserita nello sperone dell’angolo era probabilmente adibita all’affissione dei bandi. All’interno, nella sala al piano terra vi è la sede del centro visite del Parco Archeologico del Tufo, su una parete all’interno è visibile un affresco di notevoli proporzioni con la Madonna in Maestà tra Santi, di scuola senese del XVI secolo, in stato di grave deperimento. . VIA DEL DUOMO O VIA DI MEZZO Dalla Porta della Rocca si diparte la “Via di Mezzo”, nell’ultimo tratto Via del Duomo, completamente lastricata in mattoncini di cotto posti a spina di pesce e fiancheggiata da case in stile medievale, quasi tutte con la caratteristica scala di accesso esterna e qualcuna, ancora, con la così detta “Porta del Morto”, la porta secondaria dalla quale si soleva far uscire la bara del defunto. In realtà tali accessi non erano altro che porte rialzate rispetto al livello stradale, così costruita per motivi di difesa in un periodo di violenze e di pericoli, quale era il medioevo; infatti si rendeva possibile l’accesso alle case solo con una scala a pioli, che veniva rimessa all’interno durante la notte. . IL DEBRANDO DI SOANA Ildebrando nacque a Sovana intorno all’anno 1020 nel contado senese, da Bonizone, che probabilmente apparteneva ad un ramo della potente famiglia degli Aldobrandeschi. Oggi sulla Via di Mezzo si incontra un antico edificio, già sede della Comunità di Sovana, che la tradizione indica come la Casa natale di S. Gregorio VII, recentemente restaurata. Papa Ildebrando di Soana lasciò presto il paese natale per recarsi a Roma, dove uno zio Abate lo avviò alla carriera ecclesiastica, che egli intraprese entrando a far parte dell’Ordine del Benedettini Clunyacensi. L’ingegno brillante di Ildebrando non tardò molto tempo a rifulgere: la considerazione di cui godeva già prima di diventare Pontefice conosce pochi altri paragoni, tanto che si potrebbe affermare che per certi versi la Riforma Gregoriana era già cominciata in questo periodo. Durante il suo papato favorì molto l’espansione della sua contea natale. |





